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Catasto


Accatastamento

Innanzitutto è requisito fondamentale che la cavità in oggetto sia naturale, che si apra in terreni che ne garantiscono la conservazione nel tempo (escludendo quindi sabbie, argille, ghiacciai, ecc.), che abbia uno sviluppo spaziale di almeno 5 metri, e delle dimensioni che consentano il passaggio di un essere umano, oltre una lunghezza nell'asse principale che superi le dimensioni trasversali dell'ingresso (attenzione quindi a molti ripari sotto roccia).

In linea di massima si tende ad evitare l'inserimento nel Catasto di piccole cavità, ripari, fratture, crolli che si aprono in rocce non carsiche.

Deroghe possibili a questi canoni sono eccezionalmente riservate a casi di particolare interesse (ad esempio sepolture preistoriche in ripari sottoroccia di dimensioni al limite della catastabilità).

I dati relativi alle grotte, per l'inserimento nel Catasto, vanno presentati al Delegato della Zona di competenza inseriti di preferenza in una scheda propositiva tipo redatta e distribuita dalla Federazione Speleologica Sarda.

Per l'accatastamento vanno debitamente compilate e consegnate al Delegato di Zona 3 copie della scheda catastale, cui vanno allegate:

  • 3 copie su carta del rilievo topografico completo.
  • 1 copia su supporto controlucido del rilievo topografico completo.
  • 3 fotocopie dello stralcio della carta IGM in scala 1:25.000 con indicato il punto corrispondente all'ubicazione dell'ingresso della grotta.
  • Si possono inoltre allegare lavori, pubblicazioni, fotografie...

Allegati

Rilievo

Cercare, per quanto possibile, di utilizzare nella restituzione grafica le scale 1:100, 1:200, 1:500, 1:1000.

Ci si regola secondo le dimensioni relative della grotta, considerando che nella maggior parte dei casi risulta ragionevole utilizzare la scala 1:200.

Insomma, se non per grotte estese o per casi particolari vanno evitati disegni troppo grandi, che dovrebbero tra l'altro contenere una dovizia di particolari che non corrisponde poi, in genere, allo standard operativo medio.

Il rilievo deve rappresentare la grotta almeno in planimetria e sezione longitudinale principale.

Nel disegno devono risultare: la direzione rispetto il nord, generalmente magnetico ma anche geografico (specificarlo);
l'anno di effettuazione delle misurazioni, la strumentazione utilizzata, la scala grafica utilizzata sia come barra di riduzione che come rapporto numerico.

Il controlucido consegnato deve essere di dimensioni conformi alla restituzione originale.

Fotocopia Punto Carta

La fotocopia allegata, che può essere di formato A4, deve contenere ben evidenziato il punto carta relativo all'ingresso oltre, in margine o sul retro, almeno il nome ed il comune relativi, il numero catastale se ancora non è noto (come di norma succede) verrà aggiunto dal Delegato di Zona.

Si deve utilizzare obbligatoriamente la cartografia IGM in scala 1:25.000.
Non vengono accettati punti carta approssimativi in scala 1:50.000 e seguenti, mentre si possono fornire ad integrazione punti carta anche in scala 1:10.000.

Scheda

È fondamentale che chi compila la scheda riempia in modo adeguato i seguenti campi previsti:

Nome della grotta

Usare di preferenza il nome con la quale la cavità è conosciuta da tempo e/o fare riferimento al toponimo della località.
In mancanza ci si può riferire ad una particolarità della grotta stessa, ma sono esclusi, se non come sinonimo, anche per precisa indicazione dell'Assessorato Regionale alla Difesa dell'Ambiente, i nomi di assoluta fantasia.

Sinonimi

Indicarli se noti.

Comune

Indicare il comune dove effettivamente ricade l'ingresso e non magari quello con il centro urbano più vicino…controllare bene sulla carta i confini amministrativi.

Località

Indicare il toponimo locale indicato sulla carta utilizzata, magari con la precisazione di eventuali toponimi correntemente in uso nel luogo… e che spesso non sono riportati sulle carte.

Carta IGM

Specificare secondo il caso la denominazione completa che è a due campi per la nuova cartografia (564 I Carbonia) ed a tre per la vecchia (233 IV SO Cortoghiana).

Si consiglia inoltre, come indicato nei due esempi, di citare il nome per esteso relativo al foglio, questo per una più immediata focalizzazione della zona… nessuno credo conosce a memoria tutte le denominazioni numeriche utilizzate dall'IGM.

Latitudine, Longitudine

Il punto grotta può essere fornito sia in coordinate geografiche europee (riferite alla nuova cartografia IGM), sia in coordinate geografiche italiane (riferite alla vecchia cartografia), che in coordinate UTM (riferibili ai due tipi di cartografia).

È importante che ci sia accordo con la cartina IGM indicata nella scheda…cioè niente coordinate europee con vecchia cartografia…e così via!

Ancora, anche se scontato, le coordinate indicate devono corrispondere con il punto carta fornito in fotocopia!!

Si consiglia, se non strettamente necessario (ad esempio zone a forte densità di cavità) di fornire dati con precisione sino al secondo, evitando decimali spesso derivanti da meri calcoli matematici.

In pratica:
39°10'46"   non   39°10'46,4"   o peggio   39°10'46,43…"

Per i secondi vanno fornite sempre due cifre, quindi si scriverà:

8°32'04"   e non   8°32'4"

Un altro banale, ma non infrequente, errore è quello di indicare nelle posizioni i secondi con valori superiori al minuto... ad esempio:

39°10'66"   dove si dovrebbe scrivere   39°11'06"

Quota

Si preferisca l'indicazione della quota cartografica, cioè ricavata direttamente dall'interpretazione sulla carta del punto ricavato.

Le quote strumentali ricavate con l'altimetro o, più frequentemente, con il GPS sono in genere notevolmente discordanti e vanno utilizzate veramente nei casi limite dove risulti, per qualche motivo (…vegetazione, impossibilità di visualizzare punti noti,ecc.) inaffidabile operare con l'usuale metodo di triangolazione con bussola.

Sviluppo spaziale

Il dato relativo è quello indispensabile in quanto utilizzato come referenza a livello internazionale, può essere integrato (ma non sostituito…) dallo sviluppo planimetrico e dalla lunghezza lungo l'asse principale.

C'è ancora molta confusione sull'argomento; semplificando la casistica va perlomeno ricordato che nel calcolo dello sviluppo spaziale vanno considerati anche tutti gli spostamenti verticali che, evidentemente, appariranno nella planimetria resa con spostamenti in proiezione ridotti se non nulli.

In pratica un pozzo verticale di 30 metri cui segue un ambiente orizzontale di 5 metri, avrà uno sviluppo spaziale di 35 metri ed uno planimetrico (coincidente nel caso con la lunghezza lungo l'asse) di 5 metri.

Dislivello

Fondamentale indicare, se presenti entrambi, sia quello negativo che quello positivo.

Ricordando che vanno calcolati utilizzando come punto zero di riferimento il suolo (…non la volta…) relativo all'ingresso considerato, per una qualche ragione, principale e del quale vengono fornite le relative coordinate in scheda.

Terreno geologico

Se siete in grado di determinare l'era od il periodo relativo indicatelo, al limite va bene anche un carsico o non carsico.

Piuttosto che scendere, magari a sproposito, in particolari è meglio lasciare il campo vuoto.

Esplorata, Rilevata

Spesso trascurati questi campi sono invece importanti per inquadrare temporalmente i lavori presentati... compilateli sempre indicando se possibile mese ed anno od almeno quest'ultimo!

Prosegue

Senza entrare nel merito di discussioni teoriche che rendono possibili prosecuzioni in qualunque cavità, questo è un campo importante per segnalare (lo si può fare anche nelle note…) un dato relativo parziale, un'esplorazione di una certa entità, da proseguire magari con disostruzioni e della quale si catastano dei dati acquisiti, ma suscettibili di incremento (sviluppo, dislivello, ecc.).

Storia delle esplorazioni

Altro punto importante, andrebbe se possibile sempre compilato.
Tra l'altro rappresenta anche un indice di correttezza nei confronti di chi, eventualmente, abbia precedentemente lavorato, in qualche modo, nella grotta...

Anomalie

Si indichino, per esempio:
 

  • L'esistenza ed il numero di altri ingressi, con le relative coordinate se questi sono abbastanza distanti dall'ingresso principale.
  • Il fatto che la grotta si trovi dentro una coltivazione mineraria anche in stato di abbandono che magari ne ha reso accessibile l'ingresso.
  • La chiusura con cancello o comunque restrizioni d'accesso alla cavità.

Allegati

Va indicata la documentazione allegata alla scheda, che al minimo consta in:

  • Copia del rilievo topografico completo almeno di planimetria e sezione longitudinale.
  • Fotocopia dello stralcio della cartina IGM al 1:25.000 con su evidenziato il punto d'ingresso della grotta.

Breve nota descrittiva

Almeno una breve descrizione della grotta che ne renda le particolarità (morfologia ingresso, morfologia andamento principale, peculiarità geologiche, paleontologiche, archeologiche, faunistiche, ecc.), magari integrata da un succinto ma funzionale itinerario di accesso.

Bibliografia

Se siete a conoscenza indicatela e magari, se possibile, fornite materialmente le pubblicazioni se mancanti nella Biblioteca della Federazione Speleologica Sarda.

Rilevatori

Di norma sarebbe meglio indicare sia i nomi dei rilevatori che le eventuali associazioni speleo di appartenenza.

Compilatore della scheda

Anche questo va sempre indicato; l'indirizzo di riferimento, al limite, può anche essere quello dell'associazione.
In caso di problemini di vario genere è fondamentale sapere esattamente a chi rivolgersi.

Anno di compilazione

Indicarlo, a meno di essere trascurati coincide con l'anno di presentazione della scheda!

(Testi di Mauro Villani, Delegato Regionale del Catasto delle Grotte della Sardegna, F.S.S.)