Menu:

Eventi


Resoconto FSS riguardo alle esplorazioni speleosubacquee che hanno portato alla Giunzione

Questo lungo resoconto viene pubblicato per meglio chiarire la posizione ufficiale della Federazione Speleologica Sarda dopo la pubblicazione ripetuta su internet di post non corrispondenti alla realtà riguardo la giunzione del 03 giugno 2016.

In occasione del raduno speleologico nazionale "Strisciando 2016" è stato presentato da parte della Commissione Speleosub della FSS un dettagliato racconto delle esplorazioni speleosubacquee che hanno consentito, nel giugno del 2016, di realizzare la congiunzione tra le grotte Su Palu-Monte Longos e Su Molente-Bue Marino. Di seguito sono illustrate le tappe che hanno portato a questo storico risultato, a beneficio sia di chi ha assistito alla presentazione ma anche e soprattutto per chi non c’era e ha sentito finora magari solo racconti e aneddoti narrati in ordine sparso.

3 – 4 giugno 1995. Primo campo FSS. Leo Fancello e Roberto Loru esplorano il primo sifone fin quasi a uscire, sagolando per 190 m.

23 luglio 1995. Secondo campo FSS. Diego Vacca e Roberto Loru superano il primo sifone a valle che risulterà essere lungo 215 m e profondo al massimo 26 m. Effettuano il rilievo topografico del sifone e degli ambienti esplorati post sifone.

13 – 14 luglio 1996. Terzo campo FSS. Diego Vacca, Roberto Loru, Leo Fancello e Sandro Tuveri esplorano e rilevano l’enorme galleria nelle parti alte fossili che d’ora in poi si chiamerà "Commomicheseseaccantaccante". L’esplorazione si interrompe su un salto di una ventina di metri che sembra portare in un grande ambiente. Viene esplorata parzialmente la via bassa con il fiume.

24 – settembre 1996. Quarto campo FSS. E’ la volta di Diego Vacca e Luca Sgualdini. Scattano fotografie dentro il 1° sifone, finiscono il rilievo del "Commomichesese…" ed esplorano per circa 180 m una grande diaclasi che si apre nei pressi di "S’Arena Promissa" (subito dopo l’uscita da primo sifone). Particolarmente interessante in quanto tende a ritornare verso le zone "pre sifone".

Luglio 1997. Quinto campo FSS. Diego Vacca, Roberto Loru, Leo Fancello e Sandro Tuveri esplorano il ramo del fiume fino a un nuovo sifone (l’attuale S2); attrezzano e discendono il salto "nel buio" visto nel 96 che li porterà di nuovo sul fiume. Dopo circa 200 metri sul fiume incontrano l’ennesimo sifone (l’attuale S3). Per la prima volta fanno campo post sifone.

23-24 ottobre 1999. Sesto campo FSS. Diego Vacca, Sandro Tuveri, Enrico Seddone e Antonio Addis . Enrico e Antonio fanno da "sherpa post sifone" per portare le bombole da 10 lt, passando da Vascalandia e dal salto in corda. Superato il 3° sifone a valle (circa 60 m), esplorata e rilevata tutta la galleria Gianni Pinna fino al lago Meda Longu e Meda Fridu.

Giugno 2000. Settimo campo FSS. Luca Sgualdini, Enrico Seddone e Roberto Congiu aprono la via al "passaggio basso", esplorando e sagolando quello che oggi è il 2° sifone, che oramai si preferisce percorrere piuttosto che fare il giro da Vascalandia.

8-9 luglio 2000. Ottavo campo FSS. Diego Vacca, Sandro Tuveri, Roberto Loru e Antonio Addis raggiungono il lago visto la volta precedente, lo percorrono a nuoto e si trovano di fronte all’ennesimo sifone (l’attuale 4° sifone a valle). Il lago viene rilevato e risulterà essere lungo 450 m.

22-23 settembre 2001. Nono campo FSS. Diego Vacca, Valerio Tuveri, Roberto Loru e Fabio Manos. Fanno campo interno alla fine della galleria Gianni Pinna, sulla sponda del lago. Esplorano 4° sifone a valle e proseguono in un lungo lago.

17-18 novembre 2001 – Decimo campo FSS. Diego Vacca, Sandro Tuveri e Antonio Addis, superati i laghi post 4° sifone, trovano la grande "Sala dello Specchio" e il 5° sifone a valle. Immersione nel 5° sifone senza possibilità di superarlo per fine della sagola.

Luglio 2003 – Undicesimo campo FSS. Diego Vacca, Sandro Tuveri e Marcello Moi. Superano il 5° e il 6° sifone (ora bypassabile dall’alto con attrezzature da corda). Ci si fermerà davanti al 7° sifone a valle.

Il discorso esplorativo dei sifoni di Monte Longos rimane per anni congelato, finché un importante rinvenimento rimette tutto in discussione.

2007: Il Gruppo Speleologico Sassarese scopre la grotta di Su Molente, della quale si intuisce da subito la strategicità. Si rivelerà infatti un tassello fondamentale per la riuscita delle successive esplorazioni che avranno come risultato ultimo la giunzione realizzata nel 2016.

Settembre 2011: la FSS organizza il primo campo volto a tentare di trovare quanto prima la via per "S’Incontru", ossia il punto di giunzione tra la grotta di Su Molente e la grotta di Monte Longos e la congiunzione con Su Molente e il Bue Marino. Il fine settimana del 10-11 sono chiamati a rapporto gli speleosub Roberto Loru, Diego Vacca, Enrico Seddone, Pierpaolo Porcu e Carmelo Logias, che risagolano e portano le bombole fino alla "sala d’attesa" nella grotta di Su Molente, pronte per la punta esplorativa del 26-27 settembre. In quel week end si immergono Roberto Loru, Enrico Seddone e Diego Vacca, Sandro Tuveri e Pierpaolo Porcu. L’esplorazione termina senza che venga individuato il fatidico "punto di incontro".

2012: Gli speleosub cechi, dopo una immersione nelle parti terminali del Bue Marino che si spingono sotto la codula trovano un nuovo sifone. Riemergono in una grande galleria aerea, la percorrono per 400 metri arrestandosi di fronte a un piccolo sifone sabbioso. Proseguendo nell’immersione dopo pochi metri rinvengono la sagola guida stesa da Sandro Tuveri e Pierpaolo Porcu durante il campo FSS effettuato nel 2011 e dopo soli 50 metri riemergono nella "sala dell’attesa" nella zona a monte del collettore di Su Molente. La giunzione delle due grotte è realtà.

Novembre 2013: la FSS organizza un secondo campo in Codula Ilune per supportare le immersioni nella grotta di Su Molente, con lo scopo di realizzare la congiunzione di quest’ultima con il Complesso Carsico della Codula Ilune. Gli speleosub impegnati sono Roberto Loru, Sandro Tuveri, Diego Vacca, Carmelo Logias e Daniele Maugeri. Causa imprevisto occorso durante l’immersione, Carmelo Logias è costretto a riemergere. Diego Vacca e Roberto Loru vanno avanti e trovano nella galleria sommersa finale a monte un grande ambiente, dove arrivano alla profondità di -33 metri.

Autunno 2014: gli speleosub cechi entrano a Su Molente dal Ramo del Bue, ingresso secondario. Dopo avere raggiunto il limite esplorativo dei -33 metri proseguono per altri 265 in grandi ambienti profondi, raggiungendo i -45. Non trovano il collegamento con Monte Longos ma la grotta sembra continui con una condotta a -35 m.

Aprile - Giugno 2016 - La commissione speleosubacquea della FSS organizza una serie di campi per preparare la punta esplorativa nei rami a valle di Monte Longos. Il 3 giugno Daniele Maugeri, Enrico Seddone, Marcello Moi e Pierpaolo Porcu, dopo una punta durata tre giorni, superano il limite esplorativo a valle e alla profondità di 26 metri trovano la sagola posizionata in occasione delle immersioni effettuate nel 2014 dai cechi nella grotta di Su Molente. Si realizza così la congiunzione fra il complesso carsico di Codula Ilune e Su Molente-Bue Marino che così unite divengono il sistema di grotte più esteso d’Italia.

Per chi volesse approfondire ulteriormente:

Sardegna Speleologica n°10 – "Su Spiria dopo il sifone…", pag. 42

Sardegna Speleologica n°12 – "Su Spiria ’97 ed ora vi racconto un sogno", pag. 23

Sardegna Speleologica n°16 – "Su Spiria ’99, superato il 2° sifone a valle", pag. 11

Sardegna Speleologica n°17 – "Su Spiria 2000:esplorazioni oltre il 2° sifone", pag. 18

Sardegna Speleologica n°18 – "Su Spiria 2001: le ultime esplorazioni", pag. 10

Sardegna Speleologica n°20 – "Esplorazioni Speleosubacquee 2003 a Su Spiria", pag. 22

Sardegna Speleologica n°25 – "Esplorazioni Speleosubacquee a Su Molente", pag. 15

Sardegna Speleologica n°26 - "S'Incontru viaggio nel sistema sommerso". pag. 1

Atti del convegno "La storia delle esplorazioni nelle grotte del golfo di Orosei e le nuove frontiere della ricerca speleosubacquea", 2016

Speleologia n°61 - Su Molente, l'anello mancante del primato, pagg. 16-25

A seguire un allegato della Commissione Catasto con alcune considerazioni tecniche sui rilievi alla luce delle nuove esplorazioni.