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Grotte costiere del Golfo di Orosei

Con quest'articolo si vuole evidenzare il problema, e sensibilizzare gli speleologi su un argomento che da diversi anni, nel periodo estivo, riguarda le grotte costiere del Golfo di Orosei.

Come voi sapete il nostro tratto di costa e sopratutto quello ricadente nel territorio di Baunei, è caratterizzato da una miriade di grotte più o meno ampie, accessibili direttamente dal mare.
 
Alcune di esse sono diventate delle vere e proprie attrazioni turistiche negli ultimi anni....potete immaginare i colori che con l' acqua cristallina illuminata da riverberi di luce esterna si proiettano sulle pareti calcaree concrezionate. Sono ambienti protetti dal caotico traffico turistico estivo, dove diverse specie faunistiche travano rifugio.
 
La tranquillità di queste grotte è ormai da anni violato dalle centinaia di gommoni che transitano nel nostro mare. Prima mete segrete di pochi conoscitori, ora vere e proprie arene da circo dove skipper improvvisati e sopratutto conducenti sedicenti guide si addentrano senza avere la minima accortezza non solo di spegnere i motori ma lasciando spesso eliche ingranate per cimentarsi in piroettanti manovre interne a dimostrazione della loro "arte marinara", il tutto spesso condito da musica ad altissimo volume e danze goliardiche degli occupanti il natante.
 
Non credo sia compito nostro discutere sul buon gusto e la caduta nel mal costume in cui sta andando la nostra idea di turismo ma ritengo sia nostro assoluto dovere richiamare l'attenzione  delle autorità competenti sui danni che questi comportamenti arrecano ad ambienti delicati come quelli delle grotte marine.
 
Basti pensare alla sedimentazione di gas di scarico  che saturano l’aria interna rendendola quasi irrespirabile, oppure dell’impatto acustico dei motori accesi. Da recenti studi condotti dall’Università di Grenoble in un progetto di ricerca condotto dalla Professoressa Lucia Di Iorio è emerso infatti che la principale fonte di inquinamento nel Golfo di Orosei sia proprio quella Bio-acustica, con effetti devastanti su tutta la piramide della vita sommersa, dentro queste grotte vengono oltretutto spesso organizzati festini con aperitivi, danze e bagni.
 
Questi sono solo alcuni degli effetti biologicamente dannosi che si stanno verificando nelle grotte marine del Golfo di Orosei.
 
Non si sta parlando ovviamente delle grotte del Bue Marino o del Fico...che sono state ormai votate ad un uso turistico, che per quanto impattante, è comunque controllato e vincolato, si parla delle numerose grotte che si aprono direttamente sul mare e che consentono da esso l'accesso che di vincoli e controlli a quanto pare non ne hanno o, ci si chiede, laddove ci siano, visto l' ovvio impatto ambientale negativo che questi incivili comportamenti causano, chi deve occuparsi di farli rispettare? 
 
 
Intanto ci sentiamo di avanzare una proposta che sia di convergenza tra gli interessi turistici e quindi economici e la salvaguardia di questi preziosi ecosistemi.  Sarebbe  opportuno delimitare gli ingressi di queste grotte con delle boe che ne vietino l’avvicinamento  consentendo ai turisti di raggiungerle solo a nuoto o consentirne l' accesso solo con natanti privi di motore, così da non dover limitare totalmente la fruizione turistica pur preservando l’ecosistema ipogeo.
 
 
Si auspica un rapido e concreto intervento istituzionale, e da parte della Federazione Speleologica Sarda vi è la disponibilità per un dialogo con i Comuni coinvolti (Dorgali e Baunei), la regione Sardegna e la Capitaneria di Porto di Olbia, competente per il Golfo di Orosei.
 
 
Carla Mazzella CSAD V.Mazzella
Salvatore Buschettu Federazione Speleologica Sarda